Un bel disco fatto col cuore di chi vive la musica direttamente sulla propria pelle notte dopo notte. L'ultima avventura di Leonardo Boni e dei Blue gadjo e' un bel mix tra passato e presente. Hendrix che incontra Django Reinhardt ( esageriamo pure!!) il blues americano che incrocia il gipsy jazz tra Firenze e dintorni : il risultato e' quello di un sound alcoolico e coinvolgente, su cui echeggia la risata sghignazzante di Leo e l'indiscussa bravura dei suoi compagni: Anacleto Orlandi e il suo basso pulsante
e ruspante, Gordon Beadle specialissima guest d' Oltreoceano e il suo sax scintillante e acrobatico. Forse Boni avrà sognato troppo sull'indice e il medio dell'inoubliable Django e magari avrà speso sangue e sudore nel riprodurre nel corso degli anni( come del resto generazioni di chitarristi prima di lui) Echoes Of Spain ma l'omaggio al prodigioso chitarrista manouche riesce a cogliere nel segno, grazie anche alla presenza dell'ottimo Maurizio Geri. Intanto ascoltateveli, se riuscite a pescare il disco da qualche parte, magari nelle migliori enoteche( parola di Leo!) o se riuscite a beccarli mentre sono in azione dal vivo in qualche pub tra Pisa e Livorno. O magari all'incrocio delle strade che portano da Chicago a New Orleans passando attraverso Samois sur Seine mentre ascoltate una valse musette che esce dalla fisarmonica di un giovane zingaro francese. E il diavolo o chi per lui, suona uno strano swing dalle parti dalle parti di San Frediano

Giulia Caruso.